Scoprite l’incanto della Cappadocia

Dove la storia incontra con i camini delle fate

Itinerari Delle Visite Guidate In Cappodocia
RED TOUR
Intera Giornata
Itinerario del tour:

Valle di Dervent, Museo all’Aperto di Zelve, Camini delle Fate di Pasabag, Avanos, Museo all’Aperto di Goreme, Uchisar.

Il nostro primo vero incontro con il paesaggio lunare della Cappadocia è nella Valle di Dervent, dove le formazioni rocciose sono sorprendenti. Una passeggiata nel Museo all’aperto di Zelve è un viaggio nel passato, con le sue case troglodite. Questo è uno dei primi insediamenti monastici abitati e più recenti abbandonati in Cappadocia. Dopo Zelve visitiamo i “camini delle fate” di Pasabag, chiamata anche la Valle dei Monaci perché gli eremiti cristiani hanno scelto di collocare celle e chiese eremitiche in questi pinnacoli a tre teste simbolici della Santissima Trinità, è possibile vedere tutte le fasi della formazione dei camini delle fate in questo punto. Da qui partiamo per Avanos, un centro di arte della terracotta dal 3000 aC, per una dimostrazione in un tradizionale laboratorio di ceramica. Dopo pranzo ad Avanos, visitiamo il famoso Museo all’Aperto di Goreme per vedere i migliori esempi di arte bizantina in Cappadocia. Questi si trovano nelle chiese scavate nella roccia con affreschi e dipinti risalenti al X secolo. Completiamo il tour con una visita al Castello di Uchisar, che offre una vista panoramica sulle valli della Cappadocia.

GREEN TOUR
Intera Giornata
Itinerario del tour:

Città Sotterranea di Kaymakli, Valle di Ihlara, Villaggio di Selime, Valle dei Piccioni.

Il tour inizia con una discesa verso sottoterra, con un viaggio nella Città Sotterranea di Derinkuyu; uno dei più vasti e profondi insediamenti simili della Cappadocia. Il complesso di Derinkuyu si sviluppa su sette piani, ognuno dei quali contiene quindici “abitazioni”, ciascuna capace di contenere circa cento persone. Vi sono diverse chiese e cappelle; un vero e proprio labirinto di gallerie. A causa del pericolo di crollo, il complesso é visitabile solo fino al quinto piano. Da qui partiamo verso il Canyon di Ihlara e camminando attraverso il canyon arriviamo fino al villaggio di Belisirma, l’antica Peristrema. Situato vicino al fiume Melendiz, questo è noto come la “Valle del Cielo”. Le chiese scavate nella roccia formano una galleria di dipinti antichi che sono notevoli per la loro accuratezza. Pranziamo a Belisirma in un ristorante locale in riva al fiume.

Dopo il pranzo, proseguiamo per il Monastero di Selime. Visiteremo questo monastero del XIII secolo scavato nella roccia dai monaci precristiani. Sulla via del ritorno a Goreme, ci fermeremo nello spettacolare punto panoramico che domina sulla Valle dei Piccioni.

BLÙ TOUR
Intera Giornata Valle Rosa & Valle Dei Piccioni
Itinerario del tour:

Valle Rosa, Valle della Cappadocia da Uchisar alla Città di Goreme,

Camminare per circa 4 km in una delle valli più suggestive della Cappadocia: Valle Rosa, con le sue favolose formazioni di roccia vulcanica, si trova nel cuore della Cappadocia ma lontana dalla folla dei turisti. Le chiese eremite scavate nella roccia con affreschi e dipinti in sintonia con l’atmosfera meditativa della valle, sono rimaste intatte sin dall’inizio. Dopo pranzo, camminiamo attraverso un’altra affascinante valle della Cappadocia da Uchisar alla città di Goreme. Le piccionaie, scolpite lungo i pendii della valle, non si vedono meglio da nessun’altra parte. L’armonia dei diversi colori delle rocce e il silenzio riposano la nostra anima. La passeggiata inizia con una discesa dal punto panoramico di Uchisar e termina proprio a Goreme. È un’ottima opportunità per scattare foto insolite della Cappadocia.

CAPPADOCIA, PAESAGGIO LUNARE; la formazione, i camini delle fate , le città sotterranee, le valli ed i borghi

Nell’Anatolia centrale, si trova una delle meraviglie geologiche e  archeologiche del mondo. Sono ben 300 km² di fantastico “paesaggio lunare” cosparso di piramidi di pietra e coni muniti di cappelli , grandi pinnacoli circolari ed obelischi, creati dalla natura e trasformati in sorprendenti complessi di colonie cave da un popolo remoto. Nel corso dei secoli, i colonizzatori cristiani allargarono il sistema sotterraneo di abitazioni e lo decorarono con affreschi e disegni rudimentali.

Avvicinandosi alla Cappadocia, il visitatore verrà colpito sicuramente dalle ampie file di abitazioni intagliate nella roccia e dai “camini delle fate” che, al primo impatto, sembrano essere artificiali , ma in realtà sono opera dei capricci della natura. La regione é dominata da grotte naturali e da curiose formazione rocciose; piccole o grandi, massicce o sottili, possono sorgere dal fondo di un precipizio o sorgere dal pendio di una collina, isolate o in gruppi, facendo sfoggio di una vasta gamma di colori con tonalità che vanno dal rosa, all’ocra e al blù chiaro.

Il turista non può fare a meno di domandarsi come si sia formato un paesaggio simile

Probabilmente durante il periodo terziario dell’era cenozoica, da trenta a sessanta milioni di anni fa, la regione di Cappadocia fu teatro di una violenta attività vulcanica. Almeno tre grandi vulcani, l’Erciyes, l’Hassan e il Melendiz, fecero tremare la crosta terreste per decine di migliaia d’anni, con eruzioni di lava, sassi e cenere. Di conseguenza l’attuale regione si trova situata su un altopiano formato dall’accumulo graduale dei residui vulcanici. Con il passare dei millenni, l’altopiano fu gradualmente eroso dal fiume Kizilirmak e dai suoi affluenti.  I forti venti, le piogge violente, le gelate ed i successivi terremoti contribuirono a rafforzare il processo di erosione, così venne creato il  magico “paesaggio lunare” di Cappadocia.

Ci troviamo di fronte ad una terra che del fantastico e questa sensazione é talmente forte che si ha quasi l’impressione di essere su un altro pianeta. Agglomerati di rocce dalle forme più strane riempiono le colline e le gole, con sembianze di animali, funghi, caricature di personaggi famosi, tutte incredibilmente modellate dagli elementi naturali.

Templi intagliati nella roccia, colonie sotterranee e scalinate coprono i precipizi e le pareti perpendicolari, incavati e collegati tra loro da un sistema di gallerie e di tunnel.

Ogni pietra é una reliquia del passato. Ogni fessura del terreno cela un’antica abitazione, una tomba o un santuario. Gran parte delle grotte sono quasi inaccessibili, o cosi sembra, proprio perché i loro realizzatori erano maestri nell’arte della mimetizzazione e dei trabocchetti. I vari tunnel ed i cunicoli vennero progettati per confondere gli intrusi e portarli verso trappole mortali. Una galleria, apparentemente  senza uscita, poteva avere uno sbocco verso l’esterno abilmente nascosto, mentre un passaggio all’apparenza sicuro poteva portare ad una trappola.

Cappadocia conserva eccellenti esempi di chiese e cappelle paleocristiane, il cui stile e le cui caratteristiche rilevano varie influenze artistiche; dalla Mesopotamia, Siria, Palestina, Armenia e dall’arte primitiva cristiana e bizantina. Alcune chiese sono conservate molto bene; le troviamo raggruppate o sovrapposte, sopra precipizi o nel sottosuolo.  Nel parco nazionale di Cappadocia si trovano oltre 250 chiese e cappelle distribuite tra i villaggi Goreme, Urgup, Zelve, Uchisar, Ortahisar, Ihlara, Cavusin e Mustafapasa.

I primi murali rappresentano l’arte primitiva. I loro realizzatori erano dei monaci, ispirati dalla devozione religiosa, completamente ignari delle proporzioni anatomiche e dalla prospettiva. Le iconografie più antiche scoperte finora rivelano un’influenza sirio-palestinese, mentre le opere che risalgono ad un’epoca successiva, mostrano tendenze bizantine.